Marco Bortolon was born in 1982 near Venice, north-east of Italy.
He became vegan at the age of 16, embracing not only a food but also a life choice. His ethical position turned then into a bigger project, longing to bring a change in the world and in the people.
His passion for cooking started in fact as a mean to realize this purpose: the diffusion of a cruelty free lifestyle and of the respect for animals and nature. Since the age of 24, Marco therefore begins to work in the kitchen, starting from the bottom, cooking for benefits and then working his way up the ladder in pubs, taverns and then restaurants.
Once he learnt the basis, he left the non-vegetarian kitchens to continue his learning at Leeman’s Joia, the first and only vegetarian Michelin starry restaurant in Europe.
While improving his practical skills in the kitchen, he also decided to enhance his theoretical and academical knowledge by attending in 2007 the school of natural macrobiotic cooking Sana Gola in Milan and, some years later, in 2013, the CAST Alimenti school in Brescia.
He increased his experience in Italy by working at Rome’s Margutta and Milan’s Ghea, proceeding then to enrich his skills abroad (at Saf, Roof Gardens and Root Master of London). Back in Italy, Marco evolved to an even higher level by completing an internship with Alajmo (the youngest chef of all times who received 3 Michelin stars) first at Padova’s Calandre and then at Venice’s Quadri.
He undertook an independent road in 2014, opening the vegan agritourism Papaglia in Marostica (Vicenza) and, eventually, the vegan cultural association Chieto Vivere on the Montello hill (Treviso), right next to his hometown, where everything began.
His current supreme aim is to make people understand that vegan food can be tasty and fulfilling, easy and fast in everyday life or gourmet and high-quality in the most daring experimentation, even using only ingredients of vegetal origins, and hence avoiding to foment animal slaughter and exploitation.
Today’s Marco is the result of a fist person working experience and personal growth, along with a qualitative certificated academic path which gave him the abilities to offer reliable consultancies for the opening of vegan restaurants and for repositioning already existent food service activities.
He also takes care of recruitment and staff training, events, catering, development of recipes for the food industry, showcookings and collaborations with gastronomic magazines.
For all other professional demands, from furniture to haccp and the wine world, he collaborates with F&B Consulting Services.
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Marco Bortolon, classe 1982, nasce a Valdobbiadene, nel cuore delle colline trevigiane.

Diventa vegano all’età di 16 anni, abbracciando così una scelta alimentare e di vita che inizialmente coincide con un periodo anarchico e anticonformista della sua tarda adolescenza; col maturare dell’età e dell’autoconsapevolezza, invece, questa scelta etica si trasforma in un intento, un progetto più grande, che aspira a portare un cambiamento anche nel mondo, nelle persone.

La passione per la cucina nasce proprio come mezzo per realizzare questo fine: la diffusione della non violenza, del rispetto per gli animali e la natura. A partire dai 24 anni, Marco comincia perciò a lavorare in cucina, partendo dai livelli più bassi, cucinando per cene di beneficenza animaliste e in seguito facendo una vera e propria gavetta in osterie, trattorie e ristoranti. Una volta imparate le basi, abbandona le cucine non vegetariane per proseguire la sua formazione al Joia di Leeman, unico ristorante vegetariano stellato in Europa.

Parallelamente all’esperienza pratica in cucina, si impegna a perfezionare la sua formazione da un punto di vista teorico e accademico, frequentando nel 2007 la scuola di cucina naturale macrobiotica Sana Gola di Milano e, alcuni anni dopo, nel 2013, la CAST Alimenti di Brescia.

Numerose le esperienze in Italia (fra le quali al Margutta di Roma, al Ghea di Milano) e all’estero (al Saf, al Roof Gardens e al Root Master di Londra), per poi tornare in Italia per evolvere ad un livello ancora superiore completando uno stage con Alajmo (il più giovane chef di sempre a ricevere 3 stelle Michelin), prima alle Calandre (Padova) e poi al Quadri (Venezia).

Decide in seguito di intraprendere una strada indipendente aprendo nel 2014 l’agriturismo vegano Papaglia, a Marostica (Vicenza), e infine, nel 2015, l’associazione culturale enogastronomica vegan Chieto Vivere, sulle colline del Montello (Treviso), proprio vicino a casa, dove tutto era cominciato.

L’attuale bagaglio culturale culinario di Marco è il risultato di un percorso vario, a volte controverso e sicuramente non ordinario, nato da un ideale vero e tutt’ora vivo e pulsante: far capire alla gente che la cucina vegana può essere gustosa e completa, semplice e veloce nella vita di tutti i giorni o gourmet, di alta qualità e originalità nella sperimentazione più spinta, pur utilizzando solamente prodotti di origine vegetale e quindi non fomentando lo sfruttamento e il macello degli animali.

Le esperienze lavorative vissute in prima persona e uno sviluppo personale prima di tutto umano, rendono Marco quello che è oggi e, assieme a un percorso formativo qualitativo certificato, ne costituiscono le competenze necessarie per offrire consulenze per l’apertura di ristoranti vegani e per il riposizionamento di attività già esistenti. Si occupa inoltre di reclutamento e formazione personale, eventi, banchetti, matrimoni e sviluppi di ricette per l’industria alimentare;  showcooking e collaborazioni con riviste gastronomiche.

Per tutte le altre richieste professionali, dall’arredamento, all’haccp, al mondo dei vini, attualmente collabora con F&B Consulting Services.